Monkeypox, uno studio spagnolo descrive le lesioni più frequenti e fa ipotesi su periodo di incubazione e modalità di trasmissione
Data di pubblicazione: 05 Settembre 2022
Uno studio di coorte multicentrico, prospettico e osservazionale è stato condotto in tre centri per la salute sessuale di Madrid e Barcellona, in Spagna.
Sono stati arruolati tutti i pazienti consecutivi con vaiolo delle scimmie umano confermato in laboratorio dall'11 maggio al 29 giugno 2022.
Nella valutazione prospettica dei pazienti con nuova diagnosi di vaiolo delle scimmie, è stata approfondita la relazione tra comportamento sessuale e presentazione clinica, sono state analizzate le caratteristiche virologiche e i modelli di progressione, raccogliendo sistematicamente informazioni sulle pratiche sessuali, effettuando esami clinici dettagliati, follow-up e test per la presenza virale in campioni ottenuti da lesioni cutanee, gola e mucosa anale.
La relazione tra carica virale, lesioni e pratiche sessuali è stata analizzata:
Il vaiolo delle scimmie ha causato lesioni e complicazioni genitali, perianali e orali.
I tamponi delle lesioni hanno mostrato le cariche virali più elevate, il che, combinato con l'esposizione sessuale e la distribuzione delle lesioni, suggerisce che il contatto ravvicinato sia probabilmente la via di trasmissione dominante nell'attuale focolaio.
Gli autori riportano, inoltre, come specifici tipi di pratiche sessuali siano correlati alla presentazione clinica.
Rispetto ad alcuni studi precedenti, il reclutamento di tutti i pazienti selezionati consecutivamente da tre cliniche per la salute sessuale fornisce indicazioni sul numero, sulla proporzione dei diversi tipi di presentazioni cliniche, sul periodo di incubazione e sulle differenze della carica virale nei diversi siti.
Inoltre, lo studio conferma il breve periodo di incubazione riportato in precedenza e fornisce una stima del tempo di evoluzione delle lesioni alla fase di crosta secca.
Le prove disponibili fino ad oggi suggeriscono che il contatto pelle a pelle costituisce la via di trasmissione dominante del virus in questo focolaio, mentre la trasmissione respiratoria è probabilmente meno rilevante, incoraggiando la revisione delle misure di isolamento dei malati. Inoltre, la presenza di manifestazioni atipiche sprona a una maggiore attenzione al sospetto di malattia, in particolare nelle aree con elevata velocità di trasmissione o in individui che potrebbero essere ad alto rischio di contagio.
Per quanto riguarda il breve periodo di incubazione si ipotizza che le strategie di vaccinazione pre-esposizione siano più efficaci di quelle post-esposizione, soprattutto nei soggetti a rischio.
Sono stati arruolati tutti i pazienti consecutivi con vaiolo delle scimmie umano confermato in laboratorio dall'11 maggio al 29 giugno 2022.
Nella valutazione prospettica dei pazienti con nuova diagnosi di vaiolo delle scimmie, è stata approfondita la relazione tra comportamento sessuale e presentazione clinica, sono state analizzate le caratteristiche virologiche e i modelli di progressione, raccogliendo sistematicamente informazioni sulle pratiche sessuali, effettuando esami clinici dettagliati, follow-up e test per la presenza virale in campioni ottenuti da lesioni cutanee, gola e mucosa anale.
- 181 pazienti con diagnosi confermata di vaiolo delle scimmie sono stati arruolati nello studio.
- 166 (92%) identificati come uomini gay, uomini bisessuali o uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) e 15 (8%) identificati come uomini eterosessuali o donne eterosessuali.
- L'età media era di 37 anni.
- 32 (18%) pazienti avevano una precedente vaccinazione contro il vaiolo, 72 (40%) erano sieropositivi, 8 (11%) mostravano una conta di cellule CD4 inferiore a 500 per μL e a 31 (17%) è stata diagnosticata una simultanea infezione sessualmente trasmessa.
- L'incubazione mediana è stata di 7 giorni.
- 141 (78%) partecipanti avevano lesioni nella regione anogenitale
- 78 (43%) nella regione orale e periorale.
- 45 (25%) presentavano proctite
- 19 (10%) tonsillite
- 15 (8%) edema del pene
- 6 (3%) ascesso
- 8 (4%) esantema.
La relazione tra carica virale, lesioni e pratiche sessuali è stata analizzata:
- 178 (99%) su 180 tamponi da lesioni cutanee raccolte sono risultati positivi, così come 82 (70%) su 117 tamponi faringei. La carica virale era maggiore nei tamponi delle lesioni rispetto ai campioni faringei.
- 108 (65%) su 166 MSM hanno riportato sesso anale-ricettivo. Gli MSM che avevano rapporti anali ricettivi presentavano proctite e sintomi sistemici prima dell'eruzione cutanea più frequentemente rispetto agli MSM che non praticavano sesso anale-ricettivo.
- 18 (95%) dei 19 partecipanti con tonsillite hanno riferito di aver praticato sesso orale-ricettivo.
- Il tempo mediano dall'inizio delle lesioni alla formazione delle croste secche è stato di 10 giorni.
Il vaiolo delle scimmie ha causato lesioni e complicazioni genitali, perianali e orali.
I tamponi delle lesioni hanno mostrato le cariche virali più elevate, il che, combinato con l'esposizione sessuale e la distribuzione delle lesioni, suggerisce che il contatto ravvicinato sia probabilmente la via di trasmissione dominante nell'attuale focolaio.
Casi di vaiolo delle scimmie umano, il valore aggiunto dello studio e le conclusioni degli esperti
Le caratteristiche cliniche considerate in altre analisi osservazionali sono state qui esaminate a fondo e sono state descritte in modo più dettagliato diverse complicazioni, tra cui una sindrome correlata alla proctite e tonsillite ulcerosa.Gli autori riportano, inoltre, come specifici tipi di pratiche sessuali siano correlati alla presentazione clinica.
Rispetto ad alcuni studi precedenti, il reclutamento di tutti i pazienti selezionati consecutivamente da tre cliniche per la salute sessuale fornisce indicazioni sul numero, sulla proporzione dei diversi tipi di presentazioni cliniche, sul periodo di incubazione e sulle differenze della carica virale nei diversi siti.
Inoltre, lo studio conferma il breve periodo di incubazione riportato in precedenza e fornisce una stima del tempo di evoluzione delle lesioni alla fase di crosta secca.
Le prove disponibili fino ad oggi suggeriscono che il contatto pelle a pelle costituisce la via di trasmissione dominante del virus in questo focolaio, mentre la trasmissione respiratoria è probabilmente meno rilevante, incoraggiando la revisione delle misure di isolamento dei malati. Inoltre, la presenza di manifestazioni atipiche sprona a una maggiore attenzione al sospetto di malattia, in particolare nelle aree con elevata velocità di trasmissione o in individui che potrebbero essere ad alto rischio di contagio.
Per quanto riguarda il breve periodo di incubazione si ipotizza che le strategie di vaccinazione pre-esposizione siano più efficaci di quelle post-esposizione, soprattutto nei soggetti a rischio.
Per saperne di più:
| Clinical presentation and virological assessment of confirmed human monkeypox virus cases in Spain: a prospective observational cohort study Eloy José Tarín-Vicente, Andrea Alemany, Manuel Agud-Dios, et al. The Lancet, Volume 400, Issue 10353, 2022, Pages 661-669. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(22)01436-2. |
Per approfondire:
| leggi gli articoli con il tag Vaiolo delle scimmie |
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| leggi la sezione del nostro sito Monkeypox o vaiolo delle scimmie, cosa dicono le principali istituzioni nazionali e internazionali e l’approfondimento di ARS Toscana Vaiolo delle scimmie: cos'è, sintomi nell'uomo, casi, valutazione del rischio |