Fibromialgia dopo Covid-19, i dati di uno studio israeliano e la situazione in Italia
Data di pubblicazione: 30 Marzo 2023
La fibromialgia, come spiega ISS, è una malattia cronica caratterizzata da dolore diffuso, rigidità muscolare, disturbi del sonno, stanchezza cronica, e riduzione del tono dell'umore.
Può compromettere lo svolgimento delle comuni attività quotidiane, oltre ad avere un impatto negativo sulla maggior parte degli aspetti legati alla qualità della vita.
Colpisce quasi 2 milioni di italiani e si manifesta generalmente tra i 25 e i 55 anni. Le donne hanno più probabilità di sviluppare la fibromialgia rispetto agli uomini.
Le cause della fibromialgia sono sconosciute. Si pensa che fattori genetici, biochimici, ambientali e psicologici possano contribuire in vario modo all'insorgenza della malattia.
I disturbi ad essa collegati a volte compaiono dopo interventi chirurgici, traumi fisici, infezioni o un forte stress psicologico; altre volte, non si è in grado di associare un evento particolare all'insorgenza della malattia. I sintomi possono peggiorare in seguito a stress, mancanza di sonno, rumore, freddo, cambiamenti meteorologici o nel periodo pre-mestruale.
Non essendone note le cause, attualmente non esiste una cura per la fibromialgia, ma sono disponibili diverse terapie che tendono a controllarne e ad alleviarne i sintomi.
Gli autori dello studio hanno rilevato l'incidenza della fibromialgia (FM) tra le persone convalescenti dopo il ricovero per malattia acuta da coronavirus-2019 (Covid-19).
E’ stato condotto uno studio trasversale sui pazienti dimessi dopo il ricovero per Covid-19 dallo Sheba Medical Center, in Israele, tra luglio 2020 e novembre 2020.
È stata realizzata un'intervista telefonica composta dai seguenti questionari:
La popolazione dello studio era composta da 198 pazienti idonei che hanno completato l'intervista telefonica. L'età media era di 64 anni (52-72) e il 37% erano donne. Il follow-up mediano è stato di 5,2 mesi (IQR 4,4-5,8).
L'incidenza di FM è stata del 15% (30 pazienti) e l'87% (172 pazienti) presentava almeno un sintomo correlato alla FM.
Il genere femminile era significativamente associato alla FM post-Covid (OR 3,65, p = 0,002).
Inoltre, i punteggi mediani alti nel Subjective Traumatic Outlook Questionnaire e i punteggi mediani bassi nel Sense of Coherence Questionnaire erano entrambi significativamente associati alla FM post-COVID (OR 1,19, p<0,001 e OR 0,92, p<0,001, rispettivamente).
Lo studio ha rilevato che la fibromialgia è prevalente tra i pazienti convalescenti di Covid-19.
La tabella 3 dello studio mostra la regressione logistica univariata e multivariata dell'associazione tra le caratteristiche del paziente, i punteggi dei questionari e la fibromialgia post-Covid.

La nostra scoperta, dicono gli autori, suggerisce che una significativa esperienza traumatica soggettiva e una bassa resilienza sono altamente associate alla FM post-Covid.
Dopo che vari DDL (tra cui 299, 485, 899) sono stati oggetto di esame in senato per il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante, l’ultimo proposto e in discussione è il DDL S. 546 - XIX Leg.
Una delibera della giunta regionale toscana (Delibera n.1537 del 27-12-2022 con oggetto "D.M 8 luglio 2022. Individuazione dei centri specializzati per la diagnosi, cura della fibromialgia") ha preso atto del riparto di un contributo di 5 milioni di euro deciso lo scorso luglio dal governo, di cui arriveranno in Toscana 321.300 euro.
La delibera stabilisce:
Può compromettere lo svolgimento delle comuni attività quotidiane, oltre ad avere un impatto negativo sulla maggior parte degli aspetti legati alla qualità della vita.
Colpisce quasi 2 milioni di italiani e si manifesta generalmente tra i 25 e i 55 anni. Le donne hanno più probabilità di sviluppare la fibromialgia rispetto agli uomini.
Le cause della fibromialgia sono sconosciute. Si pensa che fattori genetici, biochimici, ambientali e psicologici possano contribuire in vario modo all'insorgenza della malattia.
I disturbi ad essa collegati a volte compaiono dopo interventi chirurgici, traumi fisici, infezioni o un forte stress psicologico; altre volte, non si è in grado di associare un evento particolare all'insorgenza della malattia. I sintomi possono peggiorare in seguito a stress, mancanza di sonno, rumore, freddo, cambiamenti meteorologici o nel periodo pre-mestruale.
Non essendone note le cause, attualmente non esiste una cura per la fibromialgia, ma sono disponibili diverse terapie che tendono a controllarne e ad alleviarne i sintomi.
Fibromialgia, studio su pazienti convalescenti dopo Covid-19 in Israele
L’attenzione a questa sindrome e alla sua diagnosi è ancora più importante oggi, alla luce dei dati raccolti dai ricercatori dello Sheba Medical Center in Israele e pubblicati su PLOS OneGli autori dello studio hanno rilevato l'incidenza della fibromialgia (FM) tra le persone convalescenti dopo il ricovero per malattia acuta da coronavirus-2019 (Covid-19).
E’ stato condotto uno studio trasversale sui pazienti dimessi dopo il ricovero per Covid-19 dallo Sheba Medical Center, in Israele, tra luglio 2020 e novembre 2020.
È stata realizzata un'intervista telefonica composta dai seguenti questionari:
- Fibromyalgia Survey Diagnostic Criteria Questionnaire
- Sense of Coherence Questionnaire per valutare la resilienza
- Subjective Traumatic Outlook Questionnaire per valutare gli aspetti psicologici associati al trauma.
La popolazione dello studio era composta da 198 pazienti idonei che hanno completato l'intervista telefonica. L'età media era di 64 anni (52-72) e il 37% erano donne. Il follow-up mediano è stato di 5,2 mesi (IQR 4,4-5,8).
L'incidenza di FM è stata del 15% (30 pazienti) e l'87% (172 pazienti) presentava almeno un sintomo correlato alla FM.
Il genere femminile era significativamente associato alla FM post-Covid (OR 3,65, p = 0,002).
Inoltre, i punteggi mediani alti nel Subjective Traumatic Outlook Questionnaire e i punteggi mediani bassi nel Sense of Coherence Questionnaire erano entrambi significativamente associati alla FM post-COVID (OR 1,19, p<0,001 e OR 0,92, p<0,001, rispettivamente).
Lo studio ha rilevato che la fibromialgia è prevalente tra i pazienti convalescenti di Covid-19.
La tabella 3 dello studio mostra la regressione logistica univariata e multivariata dell'associazione tra le caratteristiche del paziente, i punteggi dei questionari e la fibromialgia post-Covid.
La nostra scoperta, dicono gli autori, suggerisce che una significativa esperienza traumatica soggettiva e una bassa resilienza sono altamente associate alla FM post-Covid.
Le cure per la fibromialgia in Italia e Toscana
Per il momento la fibromialgia in Italia non è inclusa negli elenchi ministeriali delle patologie croniche e non è dunque inserita nei LEA, i livelli essenziali di assistenza. Ciò significa che i pazienti non hanno diritto all’esenzione da ticket per prestazioni specialistiche, farmaci o qualsiasi forma di terapia.Dopo che vari DDL (tra cui 299, 485, 899) sono stati oggetto di esame in senato per il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante, l’ultimo proposto e in discussione è il DDL S. 546 - XIX Leg.
Una delibera della giunta regionale toscana (Delibera n.1537 del 27-12-2022 con oggetto "D.M 8 luglio 2022. Individuazione dei centri specializzati per la diagnosi, cura della fibromialgia") ha preso atto del riparto di un contributo di 5 milioni di euro deciso lo scorso luglio dal governo, di cui arriveranno in Toscana 321.300 euro.
La delibera stabilisce:
- di individuare, sulla base del Decreto del Ministero della Salute dell’8 luglio 2022 i centri idonei alla diagnosi e cura della fibromialgia, in accordo con le rispettive Aziende Sanitarie nel modo che segue:
- a. UOSD Medicina Interna ad indirizzo reumatologico, Ospedale S. Donato Arezzo, ASL Sud Est
- b. UO complessa di Reumatologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana
- c. UOSD Reumatologia, ASL Nord Ovest, Zona Apuane, Ospedale di Carrara
- d. SODC Reumatologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi
- e. UOC Reumatologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Senese
- f. SOC Reumatologia, Ospedale Serristori, Figline Valdarno, ASL Toscana Centro.
- di prevedere l’impegno della Regione Toscana alla delineazione di percorsi formativi da realizzarsi in collaborazione con FORMAS
- di prevedere altresì l’impegno di Regione Toscana all’implementazione di campagne informative e di comunicazione appositamente dedicate, anche attraverso un raccordo con gli URP aziendali, apposti spazi sul sito regionale (ad es. infografiche), nonché attraverso la creazione di un apposito numero verde regionale
- di rinviare con successivi atti la prenotazione, l’impegno e la liquidazione delle risorse che saranno emesse dal Ministero della Salute ai sensi del D.M. 8 luglio 2022.
Per saperne di più:
| The possible onset of fibromyalgia following acute COVID-19 infection. Savin E, Rosenn G, Tsur AM, Hen O, Ehrenberg S, Gendelman O, Buskila D, Halpert G, Amital D, Amital H. PLoS One. 2023 Feb 10;18(2):e0281593. doi: 10.1371/journal.pone.0281593. PMID: 36763625; PMCID: PMC9916594 |
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| DDL S. 546 - XIX Legislatura. Disposizioni per il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante. |
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| Ministero della Salute. Decreto 8 luglio 2022 Riparto del contributo di 5 milioni di euro, ex articolo 1, comma 972, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, finalizzato allo studio, alla diagnosi e alla cura della fibromialgia |
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| Regione Toscana. Delibera Giunta Regionale n.1537 del 27-12-2022. D.M 8 luglio 2022. Individuazione dei centri specializzati per la diagnosi, cura della fibromialgia. |
Per approfondire:
| leggi il nostro articolo Fibromialgia: la storia della malattia, la sua diffusione e il percorso assistenziale ad hoc per i pazienti toscani (19 dicembre 2019) |
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